BOEING-AIRBUS: LOTTA SUL GREGGIO
Affrontare un mercato scosso dai prezzi record del petrolio, che mette in ginocchio i conti delle compagnie aeree, è la sfida lanciata dall’industria aeronautica al tradizionale di Farnborough, prima vetrina mondiale per il settore. Si chiude oggi, dopo una settimana di esibizioni in volo e trattative d’affari, la sessantesima edizione del salone inglese dell’aerospazio, nel centesimo anniversario del primo volo in Gran Bretagna di un aereo a motore, che proprio sulle piste dell’aeroporto di Farnborough, con Samuel Franklin Cody, segnò la nascita dell’aeronautica militare britannica.
E’ un importante test di mercato, quello del salone inglese, con i fari tradizionalmente puntati sulla sfida a colpi di ordini tra i due colossi mondiali del settore, l’europea Airbus e l’americana Boeing. Insieme hanno firmato contratti che indicativamente valgono 65,5 miliardi di dollari. Gli esperti del settore temono disdette nella seconda metà dell’anno, per le difficoltà economiche delle compagnie aeree. Ma al momento, al contrario, il prezzo del petrolio spinge le compagnie più forti ad accelerare il rinnovo delle flotte con aerei di nuova generazione, meno assetati di carburante.
Così a Farnborough gli ordini non sono mancati, trainati dalla forte domanda delle compagnie asiatiche e del medio oriente. Una più di tutte: Etihad Airways, la compagnia nazionale degli Emirati Arabi, con sede a Abu Dhabi, che con un maxiordine da 100 aerei é stata la prima compratrice al salone. Un ordine ‘bipartisan’, equamente diviso tra i due leader di mercato: 55 aerei Airbus, 45 Boeing. Ordini fermi, quelli di Etihad, a cui vanno ad aggiungersi altre 55 opzioni e altri 50 diritti di acquisto, per un totale di 205 aerei ed un valore approssimativo di 43 miliardi di dollari. Al secondo posto l’ordine da 100 aerei arrivato a Airbus dalla società di leasing Dubai Aerospace Enterprise: vale 13 miliardi di dollari. Ordini da 7,2 miliardi di dollari dalla sudcoreana Asiana Airlines per 30 Airbus, da 6,3 miliardi di dollari da Air China per 45 Boeing. L’europea Airbus ha così chiuso il salone con ordini per 247 aerei e impegni per altri 9: contratti che valgono 40,5 miliardi di dollari. Sono stati firmati, tra compagnie e società di leasing, da Aeroflot, Asiana, Aviation Capital Group, Dubai Aerospace, Etihad Airways, Qatar Airways, Saudi Arabian, Tunisair, Synergy Aerospace L’americana Boeing si è difesa con commesse per 205 aerei, di cui 201 ordini fermi, per un valore di catalogo di circa 25 miliardi di dollari. Contratti firmati da Air China, Aviation Capital group, Etihad, Malaysia Airlines, dalla nigeriana Arik Air, dalla low cost degli Emirati FlyDubai.
Così i due colossi si sono spartiti 461 commesse del valore complessivo di 65,5 miliardi di dollari: il 60% per il gruppo europeo che ha sede a Tolosa. A Farnborough l’europea Airbus ha catturato l’attenzione con le evoluzioni nuovo “gigante dei cieli”, l’aereo a due piani A380 che ha volteggiato sull’aeroporto di Farnborough. Boeing ha risposto catalizzando l’attenzione sull’attesa per il nuovo B787 Dreamliner, l’innovativo “aereo di plastica”, il primo di linea ad essere costruito in gran parte in fibra di carbonio. La sfida continuerà, di esposizione in esposizione, verso il principale avvenimento del prossimo anno, la vetrina parigina di Le Bourget che con cadenza biennale si alterna con Farnborough come principale appuntamento dell’anno per l’industria del settore.
Fonte: ANSA