Phoenix arriva su Marte
La sonda interplanetaria statunitense Phoenix ha esteso per la prima volta il suo braccio meccanico, “accarezzando” il suolo marziano in un test che ha permesso ai tecnici di valutare la funzionalità del sistema dopo l’atterraggio avvenuto la notte tra il il 25 e il 26 maggio scorso in una zona vicina al Polo Nord di Marte. Dalle immagini riprese sotto la sonda e nella zona dove la pala meccanica ha lasciato un’impronta sul suolo, sembra possibile ipotizzare la presenza di ghiaccio immediatamente sotto la superficie: nelle foto appaiono infatti aree molto bianche che gli scienziati ritengono possa essere acqua ghiacciata.
Il braccio del Phoenix può estendersi fio a 2,3 metri e scavare fino a circa 50 centimetri di profondità. Nei prossimi giorni, saltando alcuni test per l’ottimo esito della prima prova di estensione, comincerà la vera e propria attività di ricerca di condizioni adatte a vita passata e presente, mediante la raccolta di campioni che saranno analizzati nel laboratorio interno della sonda, il Thermal and Evolved-Gas Analyzer (TEGA). La vita operativa del veicolo spaziale è di 90 giorni marziani.